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 Ora
cliccate sull'immagine di Agnese e Dante per i fumetti agresti de
LO SPICCHIO opera di Marco Scalia

Lo
Spicchio Locanda Bed & Breakfast e Ristorante
Vi
mostriamo alcuni angoli de LO Spicchio, per ingrandire clic sulle
piccole icone sotto.
 Il vasto spazio all'aperto a LO SPICCHIO
 La
Locanda LO SPICCHIO è un antico casale ristrutturato
INFORMAZIONI: info@lospicchio.com
fax 0577873513
LOCANDA E RISTORANTE LO SPICCHIO
cell 3482220051 Enzo – 3355307024 Enrico 3347494060
Mattia
Il ristorante è chiuso il martedì ed è gradita la prenotazione
INFO PRODOTTI LO SPICCHIO
cell 347 3310071 Sara - 3482220051 Enzo - 3347494060 Mattia
 Nella
stessa icona una camera da letto doppia e la sala da pranzo
 Una
vista della collina su cui è LO SPICCHIO e il borgo sullo sfondo
 Un
ramo su cui si staglia il rosso del ribes, uno degli ingredienti delle
famose confetture, che LO SPICCHIO produce.
 A
LO SPICCHIO non è difficile imbattersi in un gruppo di faraone, è
quasi un peccato poi ritrovarsele nel piatto.
 Prestigiosi
e autorevoli pareri su Lo Spicchio

Un acronimo stimolante
reso dichiarazione di un nobile intento. LUDICA
è la Libera Università delle Diversità Culturali e Ambientali, un
progetto di stage, studio, scienza e ricerca interdisciplinare che
riunisce imprenditori, consulenti e studiosi di varie discipline,
tendente a individuare i percorsi e le risposte, al bisogno di
conciliare le tecnologie e lo sviluppo, con le varie diversità
culturali e di un ambiente bio-ecologico, che cambia, anche sotto i
colpi dell'uomo e della sua sete di nuovi spazi.
A LUDICA nasce la nuova cultura
della biodiversità, con la presidenza di Enzo Foi ed Edgar
Morin, grande sociologo e filosofo francese.
Presto LUDICA sarà parte di questo
sito web.

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 Particolare
da affresco del Buono e Cattivo governo, opera del Lorenzetti
che vi raffigurò anche un maiale di cinta
senese (clic sull'immagine per vedere l'affresco)
Fin da epoche remote, anteriori al Medioevo, il maiale di cinta senese
è stato un protagonista, delle tradizioni, del paesaggio senese e
toscano in generale. Una traccia tangibile dell'allevamento, che fin
dal medio evo era parte delle attività agro alimentari e insito nella
cultura stessa del senese, la si ammira negli splendidi affreschi del Buono e Cattivo governo,
che Ambrogio Lorenzetti dipinse al Palazzo Pubblico di Siena, dal 1337 al
1339. In questo periodo storico della città, l'operosità, il buon
vivere civile e la stessa autorità dei Nove reggenti, era messa in
pericolo da frequenti sommosse. Buona parte dei disordini miravano a
scalzare dal potere, proprio il Consiglio dei Nove, i nove reggenti
della città eletti fra ricchi banchieri e mercanti. Ma un altra
minaccia alla pace e all'operosità della città, veniva dalle frequenti
carestie ed epidemie. Gli affreschi del Buono e Cattivo governo,
al di la del loro inestimabile valore artistico, furono il primo esempio
storico di proclama politico all'intera comunità. Vi si volle
rappresentare la volontà dei Nove a un buon governo della città,
giusto ed equo. Ma anche la forte determinazione, a reprimere violenze e
abusi. Questi affreschi, in parte deteriorati dall'incuria e dal
tempo, sono nella SALA DEI NOVE al Palazzo Pubblico, la sala esprime i valori che guidarono i Nove, la forma di governo che resse Siena dal 1287 al 1355,
creando uno sviluppo economico ed artistico mai visto prima.
 Un
altro particolare dell'affresco del Buon Governo della città, è
mirabile la rappresentazione di pace e operosità. (clic su immagine
per ingrandirla) Nella
porzione di affresco visibile sopra, gli elementi della scena non sono
puramente allegorici, raffigurano Siena pienamente riconoscibile, con
scene di tranquilla operosità, nelle serene e quotidiane attività in
città e nel contado. Con artigiani, muratori all'opera per i nuovi
edifici, donne affaccendate da una parte e traffici sulla via Francigena,
contadini e allevatori nel contado. La luce della Sala dei Nove, che
cade sulla parete dove è raffigurato l'Effetto del Buon Governo, i
colori vivaci che sfumano dolcemente, l'atteggiamanto dei soggetti e
l'atmosfera placidamente alacre, creano un effetto di grande serenità.  Questa
porzione dell'affresco è fortemente allegorica, la figura alata in alto
è la Sapientia, regge
la bilancia e ispira la Giustizia assisa in trono, che dispensa iustitia
distributiva e commutativa (clic sull'immagine per
ingrandirla)
La
parte di affresco del Buon Governo sopra, è insieme rassicurante e di
ammonimento. La Sapientia regge
la bilancia della Giustizia, assisa sul trono, e le dispensa
ispirazione per tutte le sue sentenze, che possono dare conforto ai più
meritevoli, o implacabile castigo per i colpevoli (angelo con veste
rossa a sinistra). Nell' allegoria degli "Effetti del Cattivo
Governo", le atmosfere cambiano radicalmente, con colori violenti e
cupi, paesaggi desolati, atti di violenza e saccheggio, personaggi dalla
valenza diabolica e tirannia del potere. La "Tirannia"
spoglia la Giustizia delle sue prerogative, la piega ai suoi biechi
interessi, ignorando il bene comune.  Al
centro ora è "Tirannia", dal volto orrido e aspetto
diabolico, ai suoi piedi un caprone (la Lussuria), il Diavolo è a
destra, la Giustizia è vinta e legata ai suoi piedi, spogliata e
impotente (clic sull'immagine per ingrandire)
La
rappresentazione del Lorenzetti, lascia ben poco spazio alle metafore
allegoriche, sugli effetti devastanti del Cattivo Governo in Città e
nel Contado (campagna), in città
le case sono sbarrate, soprusi e
violenze sono perpetrati da una soldataglia scatenata. Nella campagna
brulla e desolata, nessuno lavora. Gli uomini bruciano case e
distruggono villaggi. Timor, una vecchia orrida con artigli,
svolazza nel cielo oscuro e questa forse è l'unica metafora: la morte.  Gli
effetti del Cattivo Governo in città e nel Contado (clic
sulle immagini per ingrandire)

Il senso di desolata tristezza e di cieca
violenza, delle scene sugli effetti del Cattivo Governo, trova sollievo
e antidoto nelle scene degli effetti del Buon Governo.
Il maiale di cinta senese, entra di questa iconografia della felice e
civile convivenza, in quanto è parte della cultura e delle tradizioni,
di operosità e rispetto per la natura. Oggi si parla di biodiversità,
la cinta senese ha rischiato l'estinzione, causa allevamenti industriali
e le attività umane, a LO SPICCHIO si allevano questi suini che
finiscono sulle nostre tavole, ma continuano a far parte del territorio
e delle tradizioni, non solo senesi...
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"La Val d'Orcia è un eccezionale esempio di come il paesaggio naturale sia stato ridisegnato nel periodo Rinascimentale per rispecchiare gli ideali di buon governo e per creare un immagine esteticamente
gradevole". Con questa motivazione nel 2004 la Val d'Orcia
è stata dichiarata dall'UNESCO, uno dei patrimoni paesaggistici e
culturali dell'umanità. Il paesaggio di questi luoghi è un esempio
di simbiosi fra uomo, natura, cultura e di come sia possibile l'armonia
fra le attività, lo sviluppo, la vita, le attività umane e
l'ambiente. La storia e le sue tracce, si manifestano in Val d'Orcia
con gli antichi manieri e i borghi, rimasti quasi uguali a come erano
nel medioevo. Gli agglomerati e le attività dell'uomo, sono in
questa valle un complemento che fa parte dell' "estetica", di
un paesaggio fatto di dolci declivi, verde ovunque non ci sia il
cinerino delle crete e dei tufi, che ne striano la vista. Tutto questo
scenario che è a ragione considerato da "contemplazione", è
appena movimentato dai numerosi corsi d'acqua.

Immagine tratta dalla rivista "il
Chianti", clic su icona per ingrandire

Immagine tratta dalla rivista "il
Chianti", clic su icona per ingrandire
La Locanda e il Ristorante de LO
SPICCHIO, sono un tutt'uno con questo contesto che è
considerato unico al mondo.
LO SPICCHIO è armonico al territorio, essendo un' azienda agricola BIO,
che è profondamente legata alle tradizioni e alla filosofia di vita di
questa terra.

Clic su icona per ingrandire
Monica, è la chef de LO SPICCHIO, che ha
saputo unire in golosa e raffinata armonia, la tradizione dei sapori e
degli ingredienti, tipici del luogo, all'estro di una cucina innovativa
ma che ha per materia prima, ciò che a LO SPICCHIO si produce, nel
rispetto dei metodi BIO e della vera tradizione toscana. Il tutto
presentato con un gusto estetico, che seduce anche gli occhi. Vi
proponiamo alcune di quelle che sono le golose, eppure raffinate opere
di alta cucina di Monica.
Non possiamo inebriarvi con sapori e profumi, ma basta vedere per
restare catturati. Clic sulle icone sotto
per ingrandire

Antipasto di prosciutto con spinaci, lardo
di cinta su insalata di finocchi e arance, involtino di prugna secca con
rigatino su crostino di pane
 Maccheroni
ripieni di piccione, ricotta e noce moscata su una salsa di crema di
zucca

Crocchette di formaggio impanate con
verdure

Pannacotta ai frutti di bosco

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